La storia inquietante di Suor Sorriso. Parte 2: l'abbandono dell'abito e la tragica fine


Come vi anticipavo nel precedente episodio, Luca, che ha contribuito largamente nella folle ricerca delle curiosità musicali sulle suore, ha scoperto una cosa pazzesca.
Il testo di Dominque infatti inizia così: "Dominique nique inique ..."
Interessante ambiguità perché in slang francese niquer significa to fuck, to shag. 
Viene da pensare che fosse voluto visto come si evolveranno i fatti della nostra Suor Sorriso.

Nella versione italiana del film la Reynolds è doppiata dalla mitica Tina Centi (già doppiatrice di Mary Poppins e della Wendy di Peter Pan tanto per dirne un paio), ma sarà Orietta Berti a incidere una più celebre cover del pezzo per un musicarello dei fratelli Corbucci, Zum Zum Zum – La canzone che mi passa per la testa, interpretato nel 1968 da Little Tony e dalla piccola “star” dello Zecchino d’Oro, Walter Brugiolo…

Orietta Berti - Dominique

E la nostra Soeur Luc-Gabrielle? Sarebbe facile attribuire alle sirene lusinghiere del successo il suo abbandono della vita monacale nel 1966.

Non è proprio così. Jeanine lascia il convento per una profonda inquietudine personale nei confronti delle gerarchie e dei precetti ecclesiastici e prova a vedere se la carriera di cantante può proseguire.

E proseguire su binari che definire più “laici” è riduttivo: nelle nuove canzoni si mette a affrontare temi sociali con piglio sessantottino e femminista, dedicando addirittura un pezzo ai benefici della pillola anticoncezionale.

Soeur Sourire - La pilule dor 

Va in tournée negli Stati Uniti, ma al suo ritorno si ritrova che, non solo la Philips le impedisce di continuare a utilizzare il nome di Suor Sorriso.
Suor Sorriso non esiste più. È morta, come si affretta a dirci la nostra Luc Dominique – nuovo nome d’arte – in questa canzone:

Sœur Sourire - Luc Dominique

Piuttosto profetica a dire il vero, perché senza la particolarità dell’abito monacale il personaggio di Luc Dominique non interessa più nessuno, le sue posizioni “progressiste” le valgono anche qualche cancellazione di concerto e insomma, la possibile carriera di cantante senza velo finisce praticamente senza essere nemmeno incominciata.

Seguono anni di depressione e di difficoltà e nei quali consolida l’amicizia con un’altra ex suora, Jeanine Decker, con cui instaura anche una relazione sentimentale (molto discussa) e si dedica a gestire una scuola per bambini autistici.

Ma i guai non sono finiti: il fisco belga pretende da lei tasse su introiti di Dominique di cui la nostra non riesce a dimostrare come siano in realtà stati devoluti al convento e questo porta alla chiusura della scuola e a un ulteriore deteriorarsi della sua stabilità psicologica.

Il giornalista belga Gilles Verlant tenterà il rilancio della canzone Dominique in un remix dei primi anni Ottanta, ma il 29 marzo del 1985 Luc Dominique e Jeanine Decker si suicidano assieme, con un mix letale di barbiturici e alcol.

Il crocifisso stretto al petto, una lettera in cui chiedono di essere seppellite insieme. La storia di questa donna sfortunata finisce qui, a soli 52 anni.

La vicenda di Jeanne-Paule Marie Deckers ha in sé qualcosa di tragicamente significativo. Al di là della drammaticità degli eventi in sé, fa riflettere su come una serie di contrasti sociali e culturali del secondo Novecento (il rapporto con la Chiesa, la libertà sessuale) si intrecci con le dinamiche della società dello spettacolo e del profitto (le questioni economiche e produttive, il “voyeurismo” rivolto prima alla sfruttabile freakerie della suora che canta, poi relegato alla piccineria dei pettegolezzi sulla relazione omosessuale).

E la stessa Dominique, motivetto che da piacevole diventa anche rapidamente fastidioso – e inquietante come il perfetto utilizzo in American Horror Story suggerisce – sembra assumere un ruolo emblematico, tra innocenza perduta, ridicola filastrocca e nenia presaga che nemmeno nei thriller argentiani degli anni ’70…

Negli ultimi anni questa vicenda ha incuriosito il mondo del teatro e del cinema: Roger Deutsch le ha dedicato un primo biopic nel 2001, con Ginevra Colonna, mentre nel 2009 sarà il belga Stijn Coninx (autore anche di un film su Rocco Granata!) a dirigere la brava Cécile de France nel ruolo di Soeur Sourire.





Post più popolari